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Il libro “The
Technology of Orgasm” – con sottotitolo “Hysteria,” the Vibrator,
and Women’s Sexual Satisfaction - di Rachel P. Maines – Ed. The Johns
Hopkins University Press -, è stato pubblicato nel 1999 e tradotto in
molte lingue; esiste anche un’edizione italiana (1).
La Rachel Maines, è
“Technical Processor in the Nestlé Library in Cornell's School of Hotel
Administration”; ha ottenuto il premio Herbert Feis Prize from the
American Historical Association ed un ulteriore premio dalla World Association for Sexology's World Congress in Paris, July
2001 come riconoscimento per serietà della sua ricerca e per il coraggio
di aver trattato senza ipocrisie un argomento che in alcuni settori
integralisti e bacchettoni è ancora oggi tabù. In sintesi l’autrice
sostiene che alla fine del 1800 l’anorgasmia femminile era molto alta ed
il normale rapporto sessuale coniugale era spesso insoddisfacente
da ciò, secondo la medicina del tempo derivavano quei disturbi
catalogati genericamente sotto il nome di isteria. I precetti morali e religiosi proibivano l’automasturbazione ma (con non
poca ipocrisia) ammettevano eticamente e socialmente accettabile la
masturbazione medica come terapia.
Con ironia
la Maines racconta che inizialmente la terapia era manuale e che perciò i tempi
per ottenere l’orgasmo erano spesso molto lunghi ma con l’avvento dei
vibratori meccanici e sopratutto di quelli elettrici le sedute diventarono molto più veloci
a vantaggio dei medici che videro aumentare notevolmente i loro guadagni riuscendo a
trattare in un sol giorno molte più donne. Ovviamente le pazienti
(appartenenti tutte a ceti abbienti) che
settimanalmente venivano a beneficiare di queste applicazioni pagavano
pesanti parcelle.
Nel
libro sono pubblicate numerose foto di vibratori-massaggiatori e di pubblicità
dell’epoca oltre ad una interessante e vasta bibliografia.
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