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Nella seconda metà
del 1800 due avvenimenti hanno rivoluzionato la chirurgia: l’anestesia
di cui si è parlato in altra pagina e la sterilizzazione.
Fino ad allora la
mortalità chirurgica era altissima, la setticemia colpiva il 90% degli
operati per la totale mancanza dei più elementari criteri di igiene:
spesso il chirurgo iniziava ad operare dopo aver effettuato un’autopsia
con le mani ancora sporche per l'intervento precedente e si racconta che i giovani medici
passeggiassero tra le corsie con i grembiuli sporchi di macchie di
sangue perché questo dava loro prestigio.
I pionieri
dell'antisepsi e dell’asepsi come Semmelweiss, Lister, lo stesso Pasteur ed
altri hanno dovuto subire feroci attacchi da parte della classe medica
più ottusa e conservatrice che opponeva irrazionali resistenze anche di
fronte all’evidenza della drastica riduzione di mortalità in quei
reparti in cui si praticava un minimo di igiene.
Lister e
Championnère proposero di bonificare le sale operatorie mediante la
nebulizzazione di acido fenico, efficace come antisettico ma col tempo parecchio
nocivo per i chirurghi che erano costantemente avvolti da una nuvola di
questo prodotto. |