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Faradico Apollo Medical Faradico Binda Opticien Faradico Cox Cavendish Faradico Tedesco Faradico Home Medical Faradico Whitall Tatum Faradique E.D Faradico W.Kleiner Faradico Electreat Faradico Inglese Faradic Battery Faradico Gaiffe 3 celle Faradico Gaiffe 2 celle Fardico Rupalley 1 Faradico Rupalley2 Faradico Spamer Faradico Spamer 2 Faradico Kleinknecht Faradico Branston Faradico Charles Chardin Faradico Motterschead Faradico Cecoslovacco Faradico Italiano Faradico USA 1902 Faradico Montgomery Ward Faradico Williams Faradico Italiano Bis Faradico Duprez 1 Faradici Duprez 2 Galvanico Boyd's Battery Galvanico Energo Galvanico Gaiffe Gallot Pilon Galvanico Rejuvenator Galvanico G. Wohlmuth & Co. Galvanico Wohlmuth Zentr. Sanden's Belt Addison's Belt Herculex Belt Pulvimaker Belt McLaughlin' Belt Multifunzioe Diamatic Multifunzione GFEK Multifunzione Rebeyrotte Magneto Electric Machine Magneto Electrique Elektroroller Oxydonor Ozonizzatore di Oudin Ozonizzatore Alta frequenza Ozonizzatore Elettrodo Ozonizzatore Falso Ozonizzatore Elettronico Violet Ray Chardin Violet Ray Backmann Violet Ray Felma Violet Ray Felma piccolo Violet Ray Hf Sem Violet Ray Marvel Violet Ray Ixu Violet Ray Unis Vita Violet Ray Unis Vitalis Violet Ray Wapa
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La scoperta dell’elettricità ha creato moltissime aspettative anche in campo medico.
Si è subito cercato di
sfruttare le eventuali proprietà terapeutiche di questa nuovissima e
misteriosa forza; accanto a studiosi seri sono spuntate anche folle di ciarlatani
che hanno approfittato delle opportunità che questa novità loro offriva; sono stati progettati apparecchi di ogni
tipo: macchine
elettrostatiche, generatori di correnti galvaniche e faradiche, tutti apparecchi che
promettevano guarigioni miracolose…incredibile ma qualche volta i pazienti
guarivano: potenza della suggestione e dell’effetto placebo!
In America questi apparecchi sono stati classificati come
quack machines (apparecchi
fasulli, inefficaci).
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I pionieri di questa
nuova disciplina medica furono il francese Guillaume Duchenne (1806 –
1875) che studiò l'effetto delle correnti faradiche sulla contrazione
muscolare ed l’italiano suo allievo e seguace Plinio Schivardi
(1833 - 1908) che
allargò il campo delle ricerche a numerose patologie e che pubblicò i
risultati in un interessante libro:
Manuale di Elettroterapia - Milano 1864.
Sostanzialmente gli
apparecchi faradici si rifacevano al rocchetto di Ruhmkorff modificando
il secondario in modo tale che la tensione applicata agli elettrodi
fosse regolabile e pulsante.
Il costo di questi
apparecchi era piuttosto alto e molti medici di allora non potevano
permettersi quella spesa, Schivardi propose allora il "fai da te"
indicando nel suo libro le modalità di costruzione e il reperimento dei
materiali.
Riporto a fianco la
fotocopia di queste pagine.. per chi volesse cimentarsi
nell'impresa.
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Gli apparecchi galvanici erano sostanzialmente delle batterie di pile
eroganti 15- 25 volt continui la cui corrente veniva regolata tramite un
reostato; gli elettrodi erano dei cuscinetti di pelle o di stoffa
imbevuti di una soluzione salina. L'odierna ionoforesi si rifà allo stesso principio. |

| Di questi strumenti si è già parlato
anche nella pagina "Curiosità"
a cui rimando per altre informazioni. Si possono classificare tra gli
apparecchi galvanici dato che erano in sostanza delle lunghe catene di
piccole pile voltaiche. Erano apparecchi assolutamente inutili, al
limite della frode. |

| In questi apparecchi vi è un
abbinamento delle correnti galvaniche con quelle di tipo faradico. |

| Le tensioni erogate da questi
apparecchi sono di tipo pulsante e si aggirano attorno ai 20-40 volt; le scosse
erano ben avvertite dai pazienti di conseguenza l'effetto placebo poteva
in alcuni casi funzionare; al di là di questo erano assolutamente
inefficaci sotto il profilo terapeutico. |

Cauterizzatori
Elettrici (vedi)
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Oxydonor |
Truffaldino apparecchio
venduto in migliaia di esemplari in Canada, negli Usa ma anche
in Francia ed in Italia |
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La scoperta delle
proprietà ossidanti e disinfettanti dell’ozono ha fatto sperare che
questo gas potesse avere un' attività terapeutica nelle patologie polmonari
molto numerose a quel tempo; purtroppo non si era ancora evidenziata la
sua azione tossica ed irritante per cui si sono
avuti più danni che benefici.
Gli apparecchi per
la produzione di questo gas sfruttavano la proprietà delle scariche
elettriche di dissociare le molecole di ossigeno: l’aria veniva
convogliata tra le armature di una speciale condensatore di vetro alimentato da
alta tensione, le molecole di O/2 venivano bombardate dagli effluvi
elettrici (microscariche senza scintilla) e si trasformavano in O/3,
venivano poi inalate dal paziente o disperse nell’ambiente. |

| Sono apparecchi basati su
circuiti risonanti ad alta frequenza tipo Tesla e generano una tensione
molto alta ma inoffensiva. Gli elettrodi di vetro contengono del gas a bassa pressione: quando vengono messi a contatto con la pelle si illuminano di
una luce rosa o violetta a seconda del gas contenuto, il paziente avverte un
formicolio ed un leggero odore di ozono.
L'effetto terapeutico è molto dubbio
ed il loro uso è stato proibito in numerose nazioni; sono classificati
come "quack machines". |
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.JPG) |
| Chardin |
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| Bachmann |
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.JPG) |
| Felma |
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| Felma piccolo |
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.JPG) |
| Hf . Sem |
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| Marvel Simplex |
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| Ixu |
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.JPG) |
| Ozonizzatore |
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| Unis Vita |
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| Unis Vitalis |
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| Wapa |
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| Elettrodi per Alta Frequenza -
Violet ray |
| La fantasia dei costruttori si è
veramente sbizzarrita: non esisteva patologia che non trovasse beneficio
da queste applicazioni ed ognuna aveva il suo elettrodo. Anche gli
organi interni raggiungibili (bocca, naso, utero, vagina, ano) potevano essere
trattati con l'alta frequenza...immaginiamo con quale gioia dei pazienti
dato che le scariche anche se inoffensive, provocavano sicuramente su
zone delicate delle sensazioni molto spiacevoli. |
| Questo è un esempio del grande numero
di elettrodi proposti dalla ditta Unis Vita nel 1932, questi elettrodi
emettevano una luce azzurrina o rossastra (neon), la produzione di ozono non
era legata al tipo di gas ma piuttosto alla scarica ad effluvio
dell'alta tensione sulla pelle. I vetri potevano essere al quarzo o al
radium; questi ultimi, diceva il foglio illustrativo, avevano dato dei
risultati straordinari grazie all'azione combinata dell'alta frequenza e
dell'emanazione radioattiva (sic). 
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| Per non essere da meno la Ditta IXU
ha proposto ben 71 tipi di elettrodi con le relative applicazioni.
Gli elettrodi di questi apparecchi
malgrado le svariate forme sono sostanzialmente dei tubi di
Geissler: se sottoposti ad alte tensioni si illuminano col colore
caratteristico del gas in essi contenuto; l'effetto visivo è
decisamente accattivante.

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| In fondo all'interessante libro del
dott. Giulio Mòglie intitolato "La
Terapia Fisica-Teoria e Applicazioni" del 1904 vi sono alcune pagine
con la pubblicità di apparecchiature per elettroterapia. |
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| Altre
immagini
tratte da libri o riviste della collezione. |

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" Qualche piccola scossa ...poi starà
subito meglio! "

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