Home ] Su ] Ambre Balte ] Baltic Amber ] 

                         

Chirurgia

Anestesia ] Aspiratori ] Cardiologia ] Cauterizzatori ] [ Chirurgia ] Contraccezione ] Curiosità Mediche ] Elettroterapia ] Farmacia ] Fecondazione Gravidanza ] Gineco Ostetricia ] Gineco Vaginal Specula ] Inalatori Vaporizzatori ] Irrigatori ] Laboratorio - Ematologia ] Libri - Bibliografia ] Nursing Cura dell'Ammalato ] Nursing Pediatria ] Oftalmologia ] Otorinolaringologia ] Proctologia ] Raggi X -  Radon ] Salasso Scarificazione ] Segnalazioni Novità ] Sfigmomanometri ] Siringhe ] Sterilizzazione Asepsi ] Stetoscopi ] Trasfusione ] Urologia ] Vaccinazione ] Vibratori Massaggiatori ]

 

          


SondeCuriosità Nelaton Garibaldi  - Rasoio e Bisturi  -  Bisturi Lancette  -  Rasoio  -  Strumenti chirurgici in tartaruga  -  Piccoli set chirurgici  -  Trousse chirurgica militare  -  Pietra affila bisturi  -  Coltelli amputazione coscia  -  Coltello amputazione gamba  -  Coltelli amputazione interossea  -  Rugine Pr. Farabeuf  -  Trocart Trequarti  -  Seghe Chirurgiche  -  Sega Gigli  -  Retrattore Percy  -  Suture Aghi  -  Suture Filo  -  Pinze  -  Pinze emostatiche  -  Trapano  -  Chirurgia del seno Pankoucke  -  Estrattore esofageo  -  Segnalazione  -  Per sorridere 

Trapani chirurgici Elementi di Chirurgia di A.G.Richter
Stampa originale tratta da Elementi di Chirurgia di A.G.Richter

Chirurgia - Chirurgie - Surgery.

E’ triste doverlo constatare ma le guerre hanno dato un notevole contributo all’evoluzione ed al miglioramento degli strumenti chirurgici, non è un caso che Ambroise Paré (1509-1590), uno dei primi grandi chirurghi della storia della medicina si sia formato ed affermato sui campi battaglia.

Le gravi lesioni dei feriti richiedevano strumenti appropriati che venivano ideati di volta in volta dai chirurghi e realizzati da valenti artigiani; le pubblicazioni di chirurgia dell’epoca: (http://archive.nlm.nih.gov/proj/ttp/flash/pare/pare.html ) e più tardi le enciclopedie vedi Diderot e D’Alembert  o Panckoucke sono ricche di illustrazioni e ci mostrano quanto fervida fosse la fantasia e l'abilità dei progettisti.

Questa strumentazione era usata esclusivamente dai chirurghi-barbieri; occorre ricordare infatti che per lungo tempo vi fu una netta distinzione tra il medico che conosceva i classici latini e che formulava diagnosi tramite l’esame del polso o delle urine ed il chirurgo-barbiere che non aveva fatto studi accademici e che si "sporcava le mani" nelle ferite usando i ferri, tra i lamenti dei disgraziati pazienti (non esisteva l’anestesia) e il fetore delle piaghe infette. (Chirurgo etimologicamente è colui che cura e guarisce con le mani anche con l'ausilio di strumenti).

Con Ambroise Paré  in Francia e con Giovanni Alessandro Brambilla (1728 – 1800) in Italia - Austria la chirurgia ha assunto pari dignità con la medicina.

L'atto chirurgico era sempre una "extrema ratio" e si interveniva quando altrimenti il paziente sarebbe sicuramente morto; un ottimo chirurgo era colui che riusciva a salvare il 10 - 20% dei suoi operati; la maggior parte dei decessi era causato dalle infezioni; finalmente con l'introduzione dell'antisepsi e dell'asepsi la mortalità postoperatoria è stata ridotta in maniera drastica.

Se oggi possiamo affrontare un intervento senza troppi patemi dobbiamo ringraziare i pionieri dell'asepsi e dell'antisepsi: Joseph Lister (1827- 1912) e Lucas Championnière (1843 - 1913) che hanno introdotto la disinfezione in sala operatoria con l'uso dell'acido fenico; Philipp Semmelweiss (1818 - 1865), Emilio Behring (1854 - 1917) e l'italiano Giuseppe Ruggi (1844-1925) che si sono battuti per introdurre rigorose misure igieniche nelle corsie degli ospedali e infine non bisogna dimenticare le ricerche fondamentali di Pasteur.

 


Sonde per estrazione proiettili ed esplorative - Stylet de Nelaton - Nelaton's bullet probe.
Con l'avvento delle armi da fuoco i chirurghi hanno dovuto far fronte a nuovi e gravi problemi; mentre una freccia era visibile ed accessibile, la pallottola era difficile da individuare perché penetrava profondamente nei tessuti: si ricorreva allora a sonde che davano una indicazione approssimativa della localizzazione. La scoperta dei raggi X ha permesso di risolvere questo problema; rimando a questo proposito all'interessante lettura del piccolo libro "I Raggi Rontgen" del 1896 che ho pubblicato integralmente.

Sonda Nelaton
sonda Nelaton Catalogo
Sonda cerca-proiettili di Nelaton con testa esploratrice in porcellana grezza - cm 33. Quando la sfera di porcellana incontrava un ostacolo, veniva ruotata e sfregata sullo stesso; ritirando la sonda se l'oggetto ostruttivo era una pallottola di piombo sulla porcellana era possibile rilevare tracce metalliche. Foto a lato: sonda Nelaton e pinza Baldinelli per l'estrazione delle pallottole.

 

L'immagine è tratta da un catalogo di fine 1800.


Nelaton e Garibaldi
Curiosità

Nelaton ( 1807- 1873) deve la sua fama alla sua riconosciuta abilità di chirurgo ma anche al fatto di aver curato la ferita d’arma da fuoco riportata da Garibaldi in Aspromonte nel 1862.

Il proiettile ritenuto nella caviglia era introvabile, non esistevano ancora i raggi X; per 2 mesi numerosi chirurghi ben 26, si erano cimentati nella ricerca senza successo; Nelaton con la sua sonda munita di una sfera di porcellana e probabilmente con un po’di  fortuna riuscì ad individuarla facilitando l'intervento per l'estrazione effettuato successivamente dai dott. Zanetti e Basile.

Non volle essere pagato per questo consulto perché disse che era stato un grande onore per lui aver salvato la vita ad un eroe.   
Nella foto: Garibaldi e Nelaton dopo il consulto.

http://www.gruppocarige.it/grp/carige/html/ita/banca/arte_cultura/2007_2/pdf/52_57.pdf

 
 


vignetta garibaldi ferito
Vignetta umoristica del 1862 contro la classe medica.
Garibaldi ferito e non ancora operato, è attorniato da un gran numero di medici  incapaci di estrarre il proiettile che lo ha colpito alla caviglia. Il fantasma di Cavour morto l’anno prima gli consiglia di liberarsi dalla quella pletora e di affidarsi ad uno solo, "per il bene suo e per la tranquillità dell’Italia".

Palle di archibugio di vari calibri (Guerra Civile Inglese) alcune con evidenti deformazioni da impatto. Il chirurgo di allora doveva cimentarsi con proiettili come questi; per prima cosa era necessario localizzarli poi tentare di estrarli con le pinze, il tutto ovviamente senza anestesia!

 Immagine a sn. sonda in metallo nichelato lunga circa 45 cm. -  Immagine ds. vecchio specillo scanalato in argento marcato Croix Rouge Montpellier, cm 14. Questo strumento è rimasto invariato nella sua forma ed è identico a quelli usati ancora oggi. 

Rasoi e bisturi - Rasoirs et Bistouris - Razors and scalpels.

Consiglio chi fosse interessato alla ricerca dell’etimologia della parola bisturi ed alla evoluzione strutturale di questo strumento di consultare Google nella sezione libri on line che pubblica integralmente “L’Histoire de Percy”. Da pagina 50 in poi vi è un’interessante documentazione storica sugli strumenti da taglio dall’epoca romana ed araba per arrivare più tardi ad un attrezzo chiamato “rasorium” che probabilmente assomigliava ad un coltello a serramanico con la lama appuntita. Successivamente la punta fu eliminata e la lama assunse una forma rettangolare diventando molto simile a quella dei rasoi moderni.

Questo “rasorium” o rasoio serviva indifferentemente per tagliare la barba e per le incisioni chirurgiche; più tardi i barbieri-chirurghi, forse per differenziarsi dai comuni barbieri ma anche per motivi di funzionalità modificarono nuovamente il rasoio rendendolo appuntito, curvo, con un doppio lato tagliente ed innestato su un manico diritto vedi "lancette". Secondo Percy questi coltelli con doppia curvatura furono chiamati “cultelli bistorti”  da cui sarebbe derivato l’attuale nome di “bisturi”.


Bisturi - Lancette - Scalpel Fleam.

Bisturi per piccoli interventi; questi utensili con lama a doppio taglio venivano usati  per piccole incisioni cutanee o come lancette per salasso.

Potrebbero essere databili dal 1700 all'inizio del 1900. L'immagine a lato è tratta dal libro "Antique Medical Instruments".


Bisturi-lancetta con manico in ebano. La punta è affilata sui due lati,  la parte tagliente si prolunga lungo la convessità del bisturi. Databile attorno al 1850.

Rasoio

Il rasoio ha fatto parte sino a pochi anni fa dello strumentario fisso del medico, vedi i cataloghi di inizio 1900 pubblicati più sotto; era usato come microtomo per preparazioni microscopiche oppure era inserito a corredo degli astucci portautensili come vero strumento chirurgico.

 

Strumenti chirurgici in tartaruga.

La costruzione di questi strumenti con custodia di tartaruga è probabilmente anteriore al 1850 prima cioè dell'asepsi, con la bollitura infatti, questo materiale si sarebbe immediatamente deteriorato. Non tutti i chirurghi potevano permettersi degli strumenti di questo tipo: la tartaruga infatti era un materiale pregiato.

Il primo strumento è per la sua struttura a metà strada tra il rasoio propriamente detto ed il bisturi, è  firmato Palmerini (?) , misura chiuso 10 cm.

Il secondo ha da un lato un tenaculum dall'altro un ago a punta smussa e non ha marcature visibili. Misura 10,5 cm.

Strumenti simili sono pubblicati sul catalogo Tiemann     

Piccoli set chirurgici

Trousse chirurgica  marcata Lollini composta da 6 bisturi con manico in ebano. Trousse chirurgica o da dissezione con 6 bisturi di varie dimensioni, manico in ebano, con un ago per sutura e una pinzetta.

Trousse chirurgica militare - Trousse pour les chirurgiens de l'armée

Trousse medico-chirurgica in dotazione ai medici militari francesi marcata DRAPIER & FILS
Catalogo Mathieu - Paris et Lyon - con una trousse quasi identica :"Trousse réglementaire pour les chirurgiens de l'armée".

Pietra affila bisturi

Negli ospedali da campo quando i bisturi perdevano l'affilatura si tentava di rimediare con la pietra abrasiva contenuta nell'astuccio in pelle.

Questo da un'idea delle disastrose condizioni nelle quali il chirurgo doveva operare

 


Coltelli per amputazione della coscia          

Coltelli G. Riva a Bastia

Due coltelli da amputazione coscia con manico in ebano ed anello in argento marcati G. Riva a Bastia - lunghezza lama 23cm - totale 35 cm.

Coltello Charrière

Coltello da amputazione coscia  firmato Charrière à Paris - lunghezza lama 21 cm -  totale 32. - Circa 1850.

Coltello da amputazione della gamba          
Vecchio coltello per amputazione della gamba o braccio - lunghezza lama 13 cm -  Catalogo Guillot 

Coltelli per amputazione interossea            
Coltelli per amputazione interossea caratterizzati dal doppio lato tagliente - lunghezza della lama rispettivamente 9,00 cm e 10,5 cm.  -  Catalogo Guillot  

Rugine Pr. Farabeuf

Scalpello - rugine con manico in ebano; questo strumento è anteriore alla sterilizzazione degli strumenti.

Trocart - Trequarti

Due antichi trocart, sopra  uno strumento con asta diritta e manico in ebano, sotto con  stilo arcuato in acciaio e camicia in argento.
Questo strumento inventato dal padovano Santorio Santoro (1561- 1636) fu utilizzato sopratutto per lo svuotamento delle asciti, ricordiamo che allora non esistevano i diuretici. Ancora oggi trova impiego nei casi di idrocele, paracentesi e toracentesi. A lato trocart dell'inizio 1900.

Le immagini sono tratte dai cataloghi Natton e Dutar 1900 ca. 

 


Seghe Chirurgiche - Scies chirurgicales - Surgical saws.

stampa antica amputazione

Nei secoli passati le amputazioni erano interventi frequenti, anche una banale ferita ad un arto poteva infettarsi facilmente date le condizioni igieniche di allora; dopo una prima medicazione locale o alla peggio con la cauterizzazione, se non si riusciva ad arrestare l’infezione bisognava ricorrere all’amputazione.

L’immagine a fianco è la copia di una stampa  di J. Wetchlin del 1540 esposta al museo di Filadelfia e mostra in quali condizioni venivano effettuati questi interventi. 

Sono state costruite delle seghe chirurgiche di tutte le forme e dimensioni; le più antiche, costruite da abili artigiani erano delle vere e proprie opere d’arte con ricercate incisioni e preziosi manici in ebano od in avorio.

Il possesso di strumenti chirurgici molto belli, anche se poco funzionali, aumentava il prestigio di colui che li possedeva; lo "status symbol" non è una prerogativa solo dei nostri tempi...

 

 

 


Antica sega da amputazione con manico in ebano, databile attorno al 1850 marcata Invernizzi. Lunghezza totale 35 cm - lama 22 cm.

Sega da amputazione con manico in mogano fine 1700 inizi 1800. Lunhezza totale 36 cm - lama 21 

Sega da amputazione con manico metallico smontabile marcata Chiron - Lunghezza totale 30 cm - lama 21 cm - prima metà del 1900.

Sega da amputazione marcata Reiner . Lunhezza totale 25,5 cm - 1940 ca.

Serie di piccole seghe per amputazione lunghezza media 20 cm - lame 10 cm. - Marcate Marelli e Spinelli. A lato immagini dal catalogo Mathieu Parigi.

Sega Gigli  - Scie de Gigli - Gigli's saw.  

Leonardo Gigli nacque a Firenze nel 1863, morì nel 1908; fu un ottimo chirurgo-ostetrico, divenne famoso per aver progettato una sega a filo flessibile che porta il suo nome.
Lasciata l’Italia dopo la laurea in medicina, ha esercitato la professione presso le prestigiose cliniche ostetriche di Parigi e di Londra ottenendo all'estero stima e riconoscimenti per la sua abilità chirurgica (ha ideato il taglio lateralizzato del pube) e per l' invenzione della sega flessibile; non così in Italia dove è stato quasi ignorato e dove non gli è mai stata assegnata una cattedra universitaria.
Sega Gigli Gigli's saw


sega gigli interno astuccio sega Gigli con 2 catene sega gigli accessori sega gigli catalogo antico sega gigli craniotomia

La sega era composta nelle più antiche versioni da una catena dentata, vedi immagine tratta da "Antique Medical Instruments"; Gigli sostituì la catena con un filo di acciaio spiralato, molto più pratico e flessibile; oltre che nelle amputazioni questa sega ha trovato largo impiego nella sinfisectomia e in neurochirurgia nelle craniotomie.

Il raro set pubblicato sopra è stato prodotto dalla ditta LUER verso la fine del 1800; è composto da 2 seghe dentate di differenti dimensioni, nell'intercapedine del coperchio vi è alloggiata una sottile sega a spirale ed un lungo ago piatto.

Gigli, Leonardo (1863-1908) IMSS - Istituto e Museo di Storia ...  


Retrattore di Percy - Rétracteur de Percy - Percy's retractor.

lettera Alessandro Brambilla Pierre François Percy (1754–1825). Chirurgo capo della Grande Armata di Napoleone, oltre ad essere un ottimo chirurgo fu anche un abile progettista di strumenti chirurgici tanto da meritare numerosi premi dell’Accademia Reale di Chirurgia di Parigi e una lettera di elogio del nostro famoso chirurgo Giovanni Alessandro Brambilla.

 

Il retrattore di Percy con qualche modifica e perfezionamento è usato ancora oggi; serviva negli interventi d'amputazione degli arti per separare l’osso dai tessuti molli circostanti; la terza immagine mostra come era usato.

Lo strumento pubblicato dovrebbe risalire all’inizio del 1900, è in maillechort e mostra chiaramente le tracce che le seghe utilizzate nelle numerose amputazioni, hanno lasciato sullo scudo esterno. 

 

 


Suture  Aghi - Sutures - Suture.

Nella preistoria della chirurgia le ampie ferite venivano “chiuse” o con delle pezze di stoffa strettamente avvolte o con la cauterizzazione oppure semplicemente cucite con delle fibre vegetali, con dei fili di lana o di seta, il tutto ovviamente senza nessuna sterilizzazione. Coloro che riuscivano a sopravvivere portavano poi delle vistose  cicatrici.

Solo dopo la seconda metà dell’ottocento le suture sono diventate più sicure ed affidabili sia per le migliorate tecniche chirurgiche sia per l’uso di antisettici.


Antico astuccio (diametro 10 cm) con tre grossi aghi piatti usati probabilmente nelle amputazioni come guida per la sega di Gigli  -  1800
 
Immagine tratta da "Alte Medizinische Instrumente " di Elisabeth Bennion; l'astuccio della foto è molto simile a quello della collezione.


aghi sutura ricurvi catalogo.
Set di aghi ricurvi in acciaio; gli aghi sono trattenuti nelle maglie di una molla centrale - Catalogo Mathieu - primo 1900


Ago con scanalatura interna passafilo di Starten, manico in ebano - 1850 ca. A lato immagine dal catalogo Galante et Fils,  Paris.

Aghi smussi di Deschamps catalogo Drapier
Aghi smussi di Deschamps con curvatura destra e sinistra, manico in  maillechort - catalogo Drapier 1920 ca. 


Ago di J.L Fauvre catalogo
Ago di J.L Fauvre - Premendo la leva si apre la cruna permettendo un facile inserimento del filo di sutura. Marcato Collin - Paris. Inizio 1900.


Pinza porta-ago di Mathieu usata dal 1895 fino al 1980  -  Il catalogo è "Antique Medical Instruments".     


Suture - filo 

Catalogo Mathieu - Paris et Lyon inizio 1900. I fili venivano sterilizzati con vapore d'alcool sotto pressione e successivamente sigillati nelle ampolle di vetro

Filo per sutura non sterile in seta n° 2. La sterilizzazione si otteneva con la bollitura o con l'immersione in alcool. 


Piccolo astuccio metallico (8 cm) contenente un flacone di vetro con filo di seta non sterile; era probabilmente a corredo di un set di pronto soccorso chirurgico. Germania inizio 1900 ca. 


Filo di seta sterile nel suo originale contenitore in vetro ancora sigillato, 13 cm  -  Francia 1940 ca. 


2,50 m filo sterile per sutura Plastofil Laboratoires Fandre; Nancy - Paris. Produzione recente.  


graffette metalliche per sutura catalogo
Set di punti metallici con pinza per chiudere le graffette; la piccola cesoia, a ds nella foto ha una doppia funzione: permette di tagliare le graffette con le lame o di applicarle con la parte terminale del manico 1930 ca. - Agrafes de Michel.


Pinze  Pinces Forceps

Il chirurgo-barbiere interveniva in tutte le affezioni di tipo cruento: era urologo, ginecologo, ostetrico, ortopedico ecc. ed aveva  un discreto corredo strumentale che adattava di volta in volta alle singole circostanze.

Oggi la divisione della chirurgia in branche sempre più specializzate ha imposto la progettazione di pinze e di strumenti molto specifici; è quindi impossibile pubblicare le centinaia di pinze a disposizione dei chirurghi di oggi, mi limiterò a segnalarne alcune della collezione che hanno un’importanza storica.


Pinzetta in bronzo - 7,5cm.  2° sec. a.C. - Inghilterra.

E' molto difficile stabilire se era usata a scopo medico o estetico; è interessante tuttavia osservare la somiglianza con le moderne pinzette e la smussatura delle punte che permetteva di afferrare con precisione anche piccoli oggetti.

Pinza chirurgica epoca romana
Pinza chirurgica epoca romana Altra pinzetta in bronzo di fattura più robusta e risalente all'incirca al 1° sec. a.C - 7 cm - Spagna.

http://www.hsl.virginia.edu/historical/artifacts/roman_surgical/

Pinze Emostatiche - Pinces hémostatiques - Haemostatic forceps

L'avvento delle pinze emostatiche ha dato un contributo molto importante alla chirurgia; questi strumenti oltre a ridurre le perdite di sangue, hanno permesso di avere un campo operatorio pulito e di agire quindi in maniera più mirata e sicura sulla zona dell'intervento.
Le prime pinze emostatiche autobloccanti furono ideate verso il 1830 da  Charrière e più tardi modificate da Koeberlé  (1828 - 1915).


Le due pinze della foto attribuite a Fricke  sono degli esemplari piuttosto rari; il blocco delle ganasce era ottenuto mediante lo spostamento di un cursore a coda di rondine che agganciava la testa di un perno proveniente dalla branca inferiore - Antique Medical Instruments.

Charrière nel 1840 ideò questa pinza a braccia incrociate normalmente chiusa.  L'esemplare della foto risale all'inizio del 1900.

Vecchia pinza emostatica; la chiusura delle branche era ottenuta mediante lo scorrimento del gancio posto sullo stelo superiore che si inseriva in un'apposita rientranza della branca inferiore.


Evoluzione della chiusura delle pinze

Un ulteriore e definitivo miglioramento dell'emostasi si ebbe con l'introduzione delle pinze - forbici di Pean e di Kocher.
All'origine le pinze-forbice non avevano una chiusura automatica ed il chirurgo o il suo aiuto dovevano mantenere la presa impegnando costantemente una mano vedi figura A.  Jules - Emile Péan (1830- 1898) attorno alla metà del 1800 e successivamente Kocher idearono un incastro che permetteva di ovviare a questo inconveniente (B).
Ancora oggi le pinze emostatiche a forcipressione portano il loro nome.

Evoluzione degli snodi

evoluzione snodi pinze chirurgiche
Con l'avvento della sterilizzazione si è evidenziata l'importanza della pulizia degli strumenti quindi si è cercato di aprire completamente le pinze e le forbici per eliminare l'eventuale sporco rimasto all'interno dello snodo; la pinza (C) ha una vite di blocco per cui non è possibile dividere le due branche cosa invece possibile con gli snodi A e B. Queste ultime non sono state pulite proprio per evidenziare come allo snodo si sia accumulata della ruggine.

Tenaculum

Immagine tenaculum
tenaculum

La priorità dei chirurghi di un tempo era di bloccare l’emorragia conseguente ad una ferita o ad un’amputazione; il primo intervento era di legare l’arto al di sopra della lesione e di ricorrere poi come già detto in altre pagine alla cauterizzazione; la combustione dei tessuti e l’escara fermavano almeno in parte la perdita di sangue. 

Si deve ad Ambroise Paré l'idea di legare con un filo le arterie e le vene recise catturandole con un tenaculum ed eliminando dove possibile il barbaro uso dei cauteri.

L'immagine a lato è tratta dal libro "Antique Medical Instruments".

 

Tenaculum con manico in ebano metà 1800.

Tenaculum 1940 circa.

 


Evoluzione delle cesoie da gesso - Cisailles pour plâtre - Shears for plaster.

Forbicioni usati per il taglio di bendaggi e delle docce gessate.
cesoie da gesso  

Sega per bende

In alternativa alle cesoie si usava alla fine del 1800 questo tipo di sega. Il modello pubblicato è ancora con il manico in legno, successivamente il manico divenne metallico come quello pubblicato sulla pagina del catalogo Samo.


Trapano - Perforateur - Drill.

Trapano manuale a doppia testa perforatrice: per foratura con punta  e per trapanazione a corona

Immagine tratta dal catalogo Gujot - 1920

 


Strumenti per la Chirurgia del ca. del seno - 1782.

Stampa originale del 1782 tratta dall'Enciclopédie Méthodique di Charles Joseph Panckoucke con gli strumenti di fig.4 e di fig 5 per l'intervento del cancro del seno.


Estrattore esofageo  Extracteur oesophagien - Oesophageal probangs 


Curioso strumento ideato per estrarre le lische di pesce rimaste imprigionate nell’esofago. E’ composto da un tubo flessibile nel cui interno scorre un filo d’acciaio collegato all’oliva terminale della sonda; tra l’oliva e il corpo del tubo flessibile vi sono dei crini disposti elicoidalmente e normalmente distesi; quando il filo interno viene retratto i crini si ripiegano formando un anello che dovrebbe ripulire l’interno dell’esofago imprigionando le lische da asportare. Lo strumento è stato ideato da Fergusson. Quello pubblicato è del 1901 come si può dedurre dalla scritta del manico: Pat. Aug. 20 - 01.  http://www.anaesthesia.de/museum/index.html

A lato immagini tratte da un catalogo dell'inizio del 1900 con le indicazioni per l'uso : "Extracteur de Fergusson, pour les arêtes de poisson"

 


Segnalazione:

Armamentario Chirurgico della Scuola Bolognese
Armamentario Chirurgico della Scuola Bolognese

Il Prof. Roberto Bellusci Associato di Chirurgia Generale Università di Bologna mi ha segnalato l’interessante catalogo “Armamentario Chirurgico della Scuola Bolognese – XVII –XX sec.”- Per informazioni rivolgersi a: Biblioteca-Museo L.Possati del Dipartimento di Chirurgia Generale e dei Trapianti d’Organo- pad 25 primo piano” .

Info +390516363386 ;  e-mail: roberto.bellusci@aosp.bo.it  

 

 


Per sorridere..

 L'intervento chirurgico..

 


 e dopo tanta fatica..una piccola pausa...

 


ritorno a strumenti medici