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Il
28 dicembre 1895- Roentgen da l’annuncio ufficiale
della scoperta dei raggi x al presidente della Physical Medical Society di
Wurzburg; iI 12 aprile 1898
Marie Sklodowska Curie annuncia alla Académie Des Sciences di Parigi la
scoperta del Polonium - Radium.
Due date che segnano una
svolta nella storia della medicina.
Come per l’elettricità
la scoperta di queste misteriose energie ha dato origine a nuove terapie e
a nuovi apparecchi più o meno validi; anche qui accanto a
studiosi e ricercatori seri si sono affiancati numerosi ciarlatani che
hanno cercato di far soldi sfruttando l’entusiasmo e
la buona fede dei pazienti; però, se con l’uso dell’elettroterapia
si sono avuti pochi risultati terapeutici ma non si è mai danneggiato il
paziente, con la somministrazione indiscriminata
di raggi x e di prodotti radioattivi si sono
provocati spesso gravi danni.
Segnalo una interessante e voluminosa monografia pubblicata sul web in occasione
del centenario della scoperta dei raggi x: http://www.xray.hmc.psu.edu/rci/centennial.html
e la pubblicazione integrale sul mio sito del volume
"I
raggi Röntgen"
con i primissimi esperimenti di radiografia in Italia.
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| Antico e raro apparecchio Rx con tubo
Focus e
rocchetto di Ruhmkorff. |
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| A 15 anni: il mio primo tubo Coolidge ad anodo
fisso...... |
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| ...e ciò che rimane: il pesante anticatodo.
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| Machlett xray tubes tipo "tennis ball"
Stati Uniti
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| Antico tubo Rx tipo Focus |
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| Grosso ed antico tubo
Coolidge. 50 cm- Gaiffe - 1918 |
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| Fotocopia del brevetto
originale del tubo Coolidge - 1916 |
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| Moderno tubo Rx Coolidge diagnostico ad anodo rotante
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| Moderno tubo Rx Coolidge diagnostico ad anodo rotante |
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| Moderno tubo Rx
Coolidge diagnostico ad anodo rotante |
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| Apparato RX dentale: Ritter A.G. Karlsruhe 50Kv 10mA.
1950
ca.
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| Piccolo tubo Coolidge dentale ad anodo fisso
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| Coppia di piccoli Coolidge
- anticatodo con foro passante |
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| Grosso tubo Coolidge
ad anodo fisso - Comet Italia. cm 40. |
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| Grosso Coolidge ad anodo fisso Fastriba?
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| I due grossi tubi precedenti messi a confronto
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Antico fluoroscopio in ottime condizioni, fine
1800 inizi 1900; lo schermo al platinocianuro di bario, marcato Patterson è
racchiuso tra un sottile schermo nero anteriore e una spessa lastra di vetro
posteriore.
Il vetro è probabilmente al piombo per impedire
ai raggi x di danneggiare gli occhi dell'operatore.
Anche la lastra di gomma al piombo davanti
all'impugnatura doveva servire ad una maggiore protezione della mano.
A fianco in una antica fotografia è
evidenziato l'uso del fluoroscopio.
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Nel 1896 un Italiano, il Prof. Salvioni, progettò
un apparecchio chiamato CRIPTOSCOPIO che può essere considerato il progenitore
del FLUOROSCOPIO; vedi pag 13 del libro "I
raggi Röntgen"  |
Immagini di apparecchiature Rx inizio 1900.
| Tutte le immagini sono tratte
da opuscoli o libri d'epoca che fanno parte della mia collezione. |

Musei di Radiologia
http://www.unipa.it/~radpa/museo/museo.html
Palermo - Italia
http://www.radiology-museum.be/French/IndexF.html
Belgio
http://www.roentgen-museum.de/
Germania
http://www.fh-wuerzburg.de/roentgen/
Germania 
Radium Radon
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| Museo Curie di Parigi, piccolo ma molto interessante. |
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La pericolosità delle
radiazioni ionizzanti è stata evidenziata solo alcuni anni dopo la loro scoperta;
teoricamente il radium e i suoi sali si prestavano
benissimo all'impiego terapeutico sia topico che sistemico, nascevano
così creme e compresse radioattive o bevante energizzate con
radon. Come è possibile leggere più sotto, non
vi era patologia che non potesse essere curata con questi prodotti.
Tutto ciò è continuato fino ad epoche
abbastanza recenti (1930-35). Questo è stato anche il periodo della grande corsa
alle località termali che potevano vantare un'alta radioattività naturale:
i fanghi e le acque radioattive diventarono un imperativo per i VIP del
tempo.
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Radioemanatori
ERCO
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I radioemanatori hanno
avuto un notevole successo in Europa e negli USA fino verso la metà del 1930 poi ci si
è accorti della loro pericolosità e sono stati
definitivamente abbandonati.
Molti pazienti
dichiaravano un immediato stato di benessere dovuto essenzialmente all'effetto
placebo ma nel giro di qualche anno erano colpiti da gravi patologie tumorali.
Gli apparecchi europei
avevano per la maggior parte una struttura metallica pesante e una veste
professionale; l’elemento radioattivo era costituito da una piccola
capsula contenente sali di radium, il tutto era a diretto contatto con
l'acqua a cui veniva ceduta l"emanazione" ossia il gas radon che
veniva prodotto;
quelli americani invece si presentavano come semplici brocche
ceramiche nel cui impasto erano stati inglobati dei sali di radium.
(Revigator-
Non fa parte della mia collezione) |
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I radioemanatori sono
apparecchi molto rari e ricercati dai collezionisti; consiglio però molta
prudenza prima di un eventuale acquisto: possono essere molto pericolosi perché
ancora radioattivi; bisogna sempre accertarsi che il radioemanatore sia stato
bonificato per non mettere a repentaglio la propria e
l'altrui incolumità.
I miei apparecchi, costruiti dalla ditta ERCO,
commercializzati in Francia e Germania sono inerti: due esemplari praticamente identici sono
visibili al Museo Curie di Parigi.
Per un
approfondimento consiglio la consultazione del sito:http://www.orau.org/ptp/museumdirectory.htm
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Radioemanatore Erco Tedesco
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Raro ed interessante
apparecchio di costruzione tedesca, 1930 - 35.
All'interno dell'apparecchio vi era una
capsula con i sali di radium: dall'alto veniva versata l'acqua da
attivare; scendendo questa veniva a contatto con il gas radon prodotto
dal decadimento dei sali di radium; dopo un tempo di permanenza più o
meno lungo veniva recuperata attraverso il rubinetto per essere bevuta
come ricostituente....

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Radioemanatore Erco Francese
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Apparecchio di costruzione
francese, massiccio e pesante; il rubinetto porta le diciture: Remplir -
Fermer - Vider.
L'imbuto superiore è dorato
all'interno, tutto l'apparecchio è invece cromato; sono stati costruiti
anche esemplari di identica struttura ma completamente in argento.

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Vetrina del Museo Curie di Parigi
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Vetrina del
Museo
Curie di Parigi con 2 radioemanatori identici a quelli della
collezione.
(Per gentile concessione della Direzione
del Museo)

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http://www.dissident-media.org/infonucleaire/radieux.html

Bilancia
Magnetica di P. Curie e C. Chéneveau
Rara bilancia di Pierre Curie per la
determinazione delle costanti magnetiche dei corpi. Pur non essendo uno
strumento strettamente medicale esso è servito anche per lo studio del momento
magnetico dei sali di radium. Le 2 fotocopie sono tratte dal documento
ufficiale presentato alla Société Française de Phisyque il 3 aprile
1903.
Un sentito ringraziamento a Renaud Huynh
Direttore del Museo Curie di Parigi per la sua gentile collaborazione e
disponibilità.

Rivelatore
di radioattività a scintillazione NaI(t)
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Questa è la testa rivelatrice
di un apparecchio abbastanza recente: serviva per la misurazione di
radioisotopi per uso medicale.
E' composto da un pesante blocco di piombo
in cui è inserito un sensibile fotomoltiplicatore e un cristallo di
ioduro di sodio drogato con torio.
Nella finestra cilindrica in basso veniva
introdotta la provetta con il prodotto in esame; in presenza di
radioattività il cristallo emetteva dei debolissimi lampeggi che
venivano rilevati dal fotomoltiplicatore; questo li convertiva in impulsi
elettrici e li inviava all'elettronica di conteggio. |

Libro offerto alla biblioteca del Museo Curie di
Parigi.

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