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Sterilizzazione Asepsi

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Chirurgia Antisettica  -  Nebulizzatore di Lister E. Haran Paris  -  Nebulizzatore di Championnère  -  Nebulizzatore di Lister  -  Aesculap Schering Formalin  -  Stufe Termostatate  -  Sterilizzatore da Autoclave.

Nella seconda metà del 1800 due avvenimenti  hanno rivoluzionato la chirurgia: l’anestesia di cui si è parlato in altra pagina e la sterilizzazione.

Fino ad allora la mortalità chirurgica era altissima, la setticemia colpiva il 90% degli operati per la totale mancanza dei più elementari criteri di igiene: spesso il chirurgo iniziava ad operare dopo aver effettuato un’autopsia con le mani ancora sporche per l'intervento precedente e si racconta che i giovani medici passeggiassero tra le corsie con i grembiuli sporchi di macchie di sangue perché questo dava loro prestigio.

I pionieri dell'antisepsi e dell’asepsi come Semmelweiss, Lister, lo stesso Pasteur ed altri hanno dovuto subire feroci attacchi da parte della classe medica più ottusa e conservatrice che opponeva irrazionali resistenze anche di fronte all’evidenza della drastica riduzione di mortalità in quei  reparti in cui si praticava un minimo di igiene.

Lister e Championnère proposero di bonificare le sale operatorie mediante la nebulizzazione di acido fenico, efficace come antisettico ma col tempo parecchio nocivo per i chirurghi che erano costantemente avvolti da una nuvola di questo prodotto.

Questa incisione di William Weston Cheyne, (National Library of Medicine , Bethesda) , intitolata " Chirurgia Antisettica" mostra in quali condizioni avvenivano gli interventi chirurgici così detti "antisettici".

Possiamo  osservare che già si erano prese alcune precauzioni per ridurre l'inquinamento batterico: il nebulizzatore di Lister che irrorava il campo operatorio e la piccola bacinella accanto al paziente in cui erano verosimilmente immersi in acido fenico gli strumenti chirurgici.

Gli operatori però erano in tenuta da città con giacca e cravatta: da notare un cappello e forse un cappotto appoggiati sul davanzale della finestra.

 


Nebulizzatori sterilizzatori  - Joseph Lister - Lucas Championnère
Sostanzialmente questi apparecchi erano molto simili ai nebulizzatori utilizzati per inalare dei medicamenti; erano solo molto più grossi, alti circa 35 cm, avevano un fornello ad alcool con fiamma regolabile e con una caldaia per l'acqua più capiente; a questa erano collegati 2 erogatori orientabili da cui usciva l'acido fenico nebulizzato misto a vapor acqueo.


Nebulizzatore di  Joseph Lister (1827-1912) in ottone a doppio erogatore Marcato E. Haran Paris - 1880 ca - a lato immagine tratta dal catalogo Aubry.


Nebulizzatore di Lucas Championnière. (1843-1913)  modello medio con caldaia sferica - Praticamente non vi è differenza tra l'apparecchio di Lister e quello di Championnière, cambia solo l'attribuzione a seconda dei cataloghi; il catalogo a lato è di J. De La Croix.


Nebulizzatore di Lister con doppio erogatore ma con unico rubinetto - a lato immagine dal catalogo Maison Mathieu dove vengono illustrati 2 diversi erogatori: di Championnière in alto e di Lister in basso.

Aesculap - Schering  Formalin

Oltre all'acido fenico si scoprì che anche i vapori di aldeide formica (formalina) avevano un forte potere antisettico tuttavia questi gas erano tossici per inalazione; si costruirono degli apparecchi come quello presentato più sotto per la sterilizzazione delle sale operatorie: ad intervalli regolari le sale venivano chiuse ermeticamente per 12- 24 ore, gli apparecchi venivano accesi e l'ambiente veniva saturato di vapori di formalina.

Grosso apparecchio per la disinfezione di sale operatorie o di grandi ambienti della ditta Aesculap Schering, per la sua forma e per la sua altezza (45 cm) è stato soprannominato "il faro". E' composto da una base metallica su cui appoggia una lampada a spirito a 7 fuochi, segue poi una struttura tronco-conica che supporta un cilindro nero in legno attraversato da parte a parte da numerosi fori. Le pastiglie di formalina erano probabilmente distribuite sopra i fori e sublimavano per effetto del calore sottostante. E' un apparecchio abbastanza raro, la sua costruzione dovrebbe risalire alla fine del 1800. 


Immagini del generatore di formaldeide tratte da diversi cataloghi: è possibile notare come questo apparecchio fosse diffuso sia in Europa che negli Stati Uniti.

Catalogo Charles Lentz & Sons 1906 - Catalogo Armstrong & Co 1901 -  Catalogo Dutar 1909.

 


Sterilizzazione mediante calore

Che il calore avesse la capacità di bonificare gli strumenti chirurgici era già conosciuto da tempo tuttavia dato che i microbi non si conoscevano ancora questo procedimento era usato in casi eccezionali e solo per la manutenzione e la pulizia degli strumenti piuttosto che per la salvaguardia dei pazienti. E' bene ricordare che molti strumenti erano fabbricati con materiali che con il calore si sarebbero deteriorati; questo particolare ci permette di stabilire che tutti gli strumenti con parti di legno o avorio erano sicuramente anteriori all'epoca della sterilizzazione.


Stufa termostatata in rame per la sterilizzazione a calore secco: 27 x 20 x 18,5 cm.  Il riscaldamento avveniva attraverso un becco Bunsen ed era controllato da un termometro; un raffinato sistema termo-meccanico visibile sul catalogo Armstrong (1901) permetteva di dosare l'afflusso del gas al bruciatore.  


Piccola stufa termostatata in rame: 19 x 19 x 25 cm della ditta Carlo Erba - Milano. E' un apparecchio del tutto simile al precedente 

Sterilizzatore da autoclave per garze e bende

Contenitore per la sterilizzazione di bendaggi e garze. I fori laterali venivano aperti quando la scatola era messa in autoclave per venire chiusi al termine del ciclo di sterilizzazione per impedire l'ingresso dell'aria.  Catalogo Duffaud et C. 1934 

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