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Inclusioni Fossili in Ambra Baltica


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             Collezioni Rocchini Dumas Gianfranco Rocchini:  grocchini@inwind.it

Aggiornato al  19/09/2014  

Premessa  - Note sull'ambra baltica    

Le inclusioni pubblicate fanno parte della collezione Rocchini Dumas - il contenuto e le foto sono liberamente utilizzabili.


- Altre Collezioni: Antichi Strumenti Medico-Chirurgici  Membro dell' Associazione Europea dei Musei di Storia delle Scienze Medicali - A.E.M.H.S.M - Parigi.

- Autres Collections:  Médecine Anciens Instruments  Membre de l’Association Européenne des Musées d’Histoire des Sciences Médicales - A.E.M.H.S.M - Paris.

- Other Collections:  Ancient Medical Instruments  Member of European Association of Museum of the History of Medical Sciences  - E.A.M.H.M.S. - Paris.


Segnalazioni e Novità


 


Premessa
Era il novembre del 1989 mia moglie ed io eravamo in gita a Pavia.

Visitando il Castello Visconteo siamo incappati quasi per caso in una mostra intitolata "Tesori di Lituania": quello è stato il mio primo incontro con l’ambra baltica, incontro che ha segnato l'avvio della mia collezione.

Inizialmente, preso dall'entusiasmo comperavo ogni pezzo  d'ambra mi venisse offerto indipendentemente dal suo contenuto, ora sono diventato più selettivo: prima di tutto per evitare inutili ripetizioni di esemplari (anche se ogni inclusione rimane unica e irripetibile), poi per il costo piuttosto elevato che l’ambra baltica ha attualmente raggiunto.

I miei abituali fornitori sono dei venditori polacchi che vengono spesso in Italia, la loro ambra è grezza o semi-lavorata ed è quella che preferisco perché non ha subito trattamenti termici.

Un paio di volte l’anno poi incontro a Parigi dei commercianti russi di Kaliningrad; hanno sempre delle ambre molto interessanti (e costose), tutte però sono state trattate col calore per aumentarne la limpidezza e ciò a scapito di alcune inclusioni che spesso sono irrimediabilmente rovinate.

La mia collezione conta a tutt'oggi circa 1000 pezzi; contiene molti ditteri (gli insetti più comuni nell’ambra baltica) ma anche parecchi esemplari abbastanza rari ed interessanti: alcuni di questi sono visibili nella pagina della galleria foto.

Lo scopo di questa pubblicazione è di stimolare la curiosità di coloro che la visitano invogliandoli ad iniziare una collezione, poi di contattare altre persone interessate all'argomento per  uno scambio di idee e di informazioni e non ultimo di soddisfare quella piccola parte di esibizionismo che è nascosta nel subconscio di ogni collezionista.                                                


Brevi note sull’ambra baltica
Resina fuoriuscita da alcuni alberi del mio giardino.. forse tra 30-40 milioni d'anni sarà ambra...

Mi limito a poche note informative rimandando chi volesse approfondire l’argomento al paragrafo: siti web dedicati all'ambra dove troverà gli indirizzi di siti molto ben documentati.

L’ambra baltica è una resina colata 30 - 40 milioni di anni fa da un albero oggi estinto, il Pinus Succinifera. (Succinum era l'antico nome latino dell'ambra, Electrum quello greco) che viveva in territori ora invasi dal mare.

Magnus Olaus - Histoire des pays septentrionaux - Paris 1561 
Nodulo di ambra grezza con incrostazioni marine - 0943
Sepolta sotto strati di terra e di sabbia oggi ritorna alla luce quando le violente burrasche, strappandola ai fondali (thixotropia), la portano a riva dove da centinaia d'anni gli abitanti la raccolgono per lavorarla e commerciarla. (Il  peso specifico dell'ambra è tra 1,05 e 1,10 quindi molto leggera e facilmente trasportabile dalle onde).

Verso la fine del 1600 sono stati scoperti nell'entroterra degli importanti giacimenti, oggi ancora attivi che forniscono gran parte dell'ambra attualmente in commercio.

E' molto tenera, la sua durezza è di 2,5 circa nella scala di Mohs, quindi facile da lavorare, per questo motivo fino dalla preistoria è stata usata per scolpire piccoli oggetti e preziosi monili.

Da sempre  le sono state attribuite proprietà magiche e terapeutiche sopratutto per alcune sue misteriose qualità come la capacità di attrarre peli e fili di lana se strofinata (allora non si conoscevano i principi di  elettrostatica) e l'inspiegabile  presenza di frammenti di piante e di minuscoli insetti.

Molti dei suoi misteri sono stati svelati  tuttavia ancora oggi è oggetto di pratiche empiriche: viene usata nella cura dell'impotenza (basta tenerla in tasca!!!), nelle turbe del sistema nervoso e dell'apparato digerente e in alcune creme di bellezza.

Il suo utilizzo nella fabbricazione di bocchini per pipe e sigarette deriva da un'antica credenza araba secondo cui essa avrebbe impedito la trasmissione di malattie contagiose che si sarebbero potuto contrarre attraverso l'uso promiscuo dei narghilè. 

Dopo l'uscita del film Jurassik Park, l'ambra ha conosciuto un grande rilancio ed un rinnovato interesse scientifico sopratutto per le sue inclusioni attraverso le quali è possibile approfondire la conoscenza dell'evoluzione e dello sviluppo degli esseri viventi.

Il titolo del libro di David Grimaldi, direttore dell' American Museum of Natural History: "Amber, Window to the Past" sintetizza molto bene il contenuto emozionale e scientifico di questa calda "pietra": attraverso questa piccola finestra si possono rivivere i drammi dei piccoli insetti imprigionati ma anche conoscere le loro abitudini, l'ambiente in cui vivevano, la vegetazione, il clima e con l'aiuto della fantasia si può immaginare e ricostruire quell'antico mondo lontano.